SIMONA GHIZZONI

THROUGH THE LOOKING GLASS

Bologna, 14-15 Novembre, 2020             english text below

Un excursus dalla nascita della fotografia documentaristica, da quella prima esperienza teorizzata dalla Farm Security Administration negli Stati Uniti della Grande Depressione, con particolare attenzione agli esempi più contemporanei come il reportage partecipato di Carolyne Drake o Bieke Depoorter. La fotografia partecipata e partecipante è infatti quella che si invischia nel reale, prende parte, vuole essere portatrice di cambiamento sociale.

Osservazione partecipata e non partecipata: il fotografo è davvero trasparente?

Una parte importante del mio lavoro è riservata da sempre a temi che muovono da una critica sociale riguardo la condizione femminile.

Se la fotografia ha ancora la capacità di far cambiare opinioni, allora quello è il suo compito. Come attivista per i diritti delle donne, negli anni ho raccontato con passione i loro problemi: l’impatto delle guerre su di loro; la disuguaglianza di genere ancora in atto in diverse parti del mondo; ma soprattutto le lotte delle donne per trasformare le società patriarcali in ambienti “gender responsive”.

A partire da Odd Days, il mio primo progetto sui disturbi del comportamento alimentare, fino ad Uncut, sulle mutilazioni genitali femminili, essenziale nei miei lavori è sempre stata la relazione che ho instaurato con le persone che ho incontrato.

Sono una fotografa lenta, e in questa lentezza, nella costruzione di rapporti coi soggetti, trovo la mia espressione più autentica. Cerco di fotografare gli altri come fotografo me stessa, con la stessa cura, con la stessa dignità.

Fotografare le persone, familiari o sconosciute che siano, implica il desiderio di ascoltare, una propensione al dialogo e al contatto emotivo che permetta di abbattere le reciproche differenze e diffidenze. Solo così si può provare, forse?, a rivelare attraverso il ritratto tanto l’intima essenza del singolo quanto l’universalità della condizione umana.

Programma

I partecipanti sono invitati a portare un progetto fotografico ( compiuto o in fieri ).

Molta attenzione verrà infatti riservata alla visione dei lavori dei partecipanti, nell’ottica di fornire a ciascuno consigli pratici per la prosecuzione o la finalizzazione del proprio lavoro.

Sabato mattina

Il ritratto tra sperimentazione personale e provocazione sociale. Pratiche storiche e contemporanee.

Sabato pomeriggio

Visione dei lavori degli studenti ( prima sessione ).

Domenica mattina

Il documentario partecipato.
Osservazione partecipata e non partecipata: il fotografo è davvero trasparente?

Domenica pomeriggio

Visione dei lavori degli studenti ( seconda sessione ).

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BIOGRAFIA

Simona Ghizzoni (1977) è una fotografa, artista visuale e attivista per i diritti delle donne.

I suoi lavori sono radicati nel vissuto personale, che Ghizzoni rielabora e interpreta attraverso la fotografia e il video.

Conosciuta per il suo premiato lavoro autobiografico sui disturbi alimentari, Odd Days, e per la serie di autoritratti Aftermath-Rayuela che affronta il rapporto tortuoso e ambivalente tra essere umano e natura, da oltre dieci anni Ghizzoni lavora a progetti che narrano il mondo contemporaneo.

Anche nei suoi lavori di ispirazione più documentaria, Ghizzoni tende ad impiegare una narrazione personale e partecipata, che nasce dall’intimo rapporto che crea con i suoi soggetti.

Le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive, tra cui al Nobel Peace Centre, Paris Photo, Photo España, Athens Photo Museum, Ex Mattatoio e Palazzo delle Esposizioni di Roma e figurano in alcune prestigiose collezioni come la Collezione Donata Pizzi.

Il suo lavoro ha ricevuto diversi premi, come The Aftermath Project, Burn Magazine Emerging Photographer Grant, Margaret Mead Film Festival, Leica Oskar Barnack Award, Sony World Photography Award e World Press Photo nella categoria ritratti, tra gli altri.

Ghizzoni è una TEDX speaker e tiene regolarmente lectures in varie scuole ed università, in Italia e all’estero. 

http://www.simonaghizzoni.com/

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Bologna, 14-15 Novembre, 2020

During the workshop we will analyze documentary photography, from the photographers of Farm Security Administration in the USA during the Great Depression, with a particular attention to the work of Carolyne Drake o Bieke Depoorter. Photography as participation and how it mixes with reality and everyday life.

Is the photographer transparent?

A large part of my work has always been dedicated to themes regarding the female condition.

If photography can really change people’s opinion, then that’s is its bigger role. As an activist of female right, throughout the year I document, with passion, our problems: the impact of wars on work; the inequality between genres still existing in many areas of the world, and, above all, the women’s fight to transform patriarchal societies into a more gender responsive ambient.

Starting from Odd Days, my first project on food disorders, to Uncut, on female genitalia mutilations, the relationship I manage to create between my and my subject has always been essential.

I am a slow photographer, and through this slowness I find the right way to express my self in the most genuine way. I try to photograph the others as I photograph myself, with the same attention, the same dignity.

Photographing people, familiar or unknown, implies the desire to listen, to be open to dialogue and emotional contact. Only in this way – maybe? – you can unveil, though a portrait, the inner self of the single person, and of the human condition.

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Programme

Participants are invited to bring a photographic project (something finished or work in progress)

We will dedicate attention to the vision of participants’’ projects, in order to give practical advice on how to finalize their work.

Saturday Morning

Portrait between personal experiment and social provocation. Old and new examples.

Saturday Afternoon

Portfolio review (first session)

Sunday Morning

Photographer’s role in portraiture

Sunday afternoon

Portfolio review (second session)

 

BIOGRAPHY

Simona Ghizzoni (b 1977) is a photographer, visual artist and female rights activist.

Known for her work on food disorders, Odd Days and her self-portraits Aftermath-Rayuela that analyses the relationship between human beings and nature, she’s been working for the past 10 years on projects on the contemporary world.

Her work has been exhibited in personal and collective shows, such as Nobel Peace Centre, Paris Photo, Photo España, Athens Photo Museum, Ex Mattatoio and Palazzo delle Esposizioni di Roma.

The has been the recipient of many prestigious awards, such as The Aftermath Project, Burn Magazine Emerging Photographer Grant, Margaret Mead Film Festival, Leica Oskar Barnack Award, Sony World Photography Award and World Press Photo (Portrait category)

She is also a TED speaker and gives lectures worldwide.

http://www.simonaghizzoni.com/

 

 

 

 

 

 INFO PRATICHE

DATA WORKSHOP 7-8 Novembre , 2020
DOVE BOLOGNA 
WORKSHOP FEE €  240