FEDERICO BORELLA

LA MIA VISIONE PERSONALE

Bologna, 28-29 Giugno, 2020

La mia personale visione fotografica si è nutrita nel corso del tempo, inizialmente ero più interessato ad uno stile reportagistico nel senso più classico del termine, molto legato ai testi e alle immagini dei grandi maestri del fotogiornalismo: Pellegrin, Zizola, Padilla, Richards, Capa e Smith. In questi ultimi anni invece, sono giunto ad una commistione di stili, linguaggi e ricerche iconografiche più contemporanee, con lo scopo di creare una particolare visione ogni volta che devo approcciare un nuovo progetto. E’ fondamentale che lo stile con cui si sviluppa una storia, collimi perfettamente nel momento in cui il racconto viene unito all’estetica. Capire questo, permette di avere idee chiare e un importante vantaggio in termini di mercato.

I linguaggi narrativi sono in costante evoluzione, e ognuno di noi è più o meno vicino ad una corrente stilistica. Avere un linguaggio diverso, unico e non canonico ha molti aspetti positivi: Creare il linguaggio adatto per esprimere al meglio il concetto che sei vuole rappresentare, è allo stesso tempo, un modo per avvicinare il reportage al mondo dell’arte contemporanea e quindi ad un pubblico differente.

Il ricco panorama di giovani e talentuosi fotografi è sempre più affollato e ognuno necessita di una propria visione, ispirandosi prima e sperimentando e azzardando poi.

Pur trattando tematiche sociali, personali e ambientali estremamente delicate, nei miei scatti il filo della narrazione passa attraverso una serie di immagini che uniscano il racconto ad una sorta di “non detto”, in cui i dettagli, la composizione della scena, i soggetti ritratti, concorrono a creare una storia che non è più “urlata” come nel classico reportage, ma è più “sussurrata”.

In “Five Degrees”, il progetto che ha recentemente vinto il Photographer of the Year ai Sony Award 2019, affrontare la delicata tematica dei suicidi tra i contadini indiani a causa del cambiamento climatico, è stata una vera e propria sfida, essendomi imposto sin dalla fase di pre-produzione di non mostrare immagini crude, disturbanti, che generassero repulsione. Cercare e capire quale fosse il modo migliore di concepire il mezzo con cui rappresentare una storia complicata come questa è stata però anche la parte più stimolante, che mi ha portato nei mesi precedenti la partenza, a sperimentare linguaggi nuovi, freschi, e da me mai percorsi.

Nei due giorni a nostra disposizione, osserveremo in condivisione i lavori di ogni partecipante per contaminarci e assorbire i linguaggi che ognuno predilige, impareremo da una selezione di fotografi contemporanei ad analizzare e discutere assieme il motivo per cui un particolare lavoro è stato sviluppato in un certo modo e soprattutto tramite consigli mirati ogni vostra storia potrà essere calibrata per poter essere svolta al meglio.

Sabato : analisi degli autori contemporanei, esercizi pratici di editing, le differenti forme narrative.

Domenica pomeriggio Come migliorare la propria visione fotografica? Ispirazione, emulazione, le references, trovare differenti vie espressive per raccontare un futuro progetto o un on-going project.

Durante entrambe le giornate, verrà dedicato ampio spazio alla visione  dei lavori dei partecipanti.

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BIOGRAFIA

Federico Borella un fotogiornalista free-lance, vincitore del premio Sony Photographer of the Year nel 2019.

I suoi reportage sono stati pubblicati da testate italiane ed internazionali tra cui Newsweek. Time Magazine, Cnn, Stern, National Geographic USA, Alpha Magazine, Magazinet Norway, Aftenposten, Dagens Nyether, Corriere della Sera, Quotidiano Nazionale, Panorama, Repubblica

Dopo la laurea in Letteratura classica e Archeologia Mesoamericana, conseguita nel 2008, Federico ha completato il Master in Fotogiornalismo presso l’Accademia John Kaverdash di Milano. Dal 2009 al 2015 ha lavorato come fotografo per la John Hopkins University (SAIS) presso la sede di Bologna.

Specializzato in storytelling, composizione e post-produzione, ha sviluppato un personale metodo di archiviazione sicuro e affidabile per gestire il proprio archivio fotografico. Tiene workshop in Italia e all’estero.

A settembre 2017, i suoi reportages “Todd – The enduring life of a quad amputee veteran” e “Sheroes” sono stati proiettati durante il festival Visa pour l’Image, ed è stato selezionato come membro della giuria del Visa d’Or, sezione news.

Member of the Jury of the “Visa d’Or” 2017 news section
Winner of the Lens Culture emerging talent award 2017
Winner of the Silver in Press Feature Story PX3 2018
Winner of Life Framer 2018 Open Call
Finalist of Lumix International Festival of Young Photojournalism

Honorable mention at Harvard University Planetary Health alliance 2019

Winner of Documentary category at Sony Awards 2019
Winner of the Life Framer The face of earth 2019
Shortlisted at InnoEnergy Photo Contest 2019

 

http://www.federicoborella.com/

INFO PRATICHE

DATA WORKSHOP 28-29 MARZO, 2020
DOVE BOLOGNA 
WORKSHOP FEE €  240