Antonio Politano · Catching the spirit of the place, telling stories through images
Tuscany 2010 – Sant’Anna in Camprena, July 18-24
Sometimes travelling and photographing are enemies because the need to take pictures may prevail on the pleasure of travel. But photography and travel – two forms of research and self-expression – can coexist and ran in parallel, if one takes the time to observe before photographing. Travelling may enhance the photographic expression because it redoubles intensity, it opens up to the unusual.
At first you search the spirit of the place, what makes the places you visit and the cultures you approach unique. Then you identify the thread, you become aware of the fact that the point is not collecting single pictures but developing a narration through images, an organized succession of moments. Telling stories, not destinations. Also stories about things already seen and narrated. What makes sense is the look, the sensibility. Not necessarily ‘otherness’, geographical or cultural distance (though they can help), but one’s own interpretation and expressive ability, that mixture of information and description, on the one hand, and suggestion and emotion on the other, fixed in the sequence of the pictures.
During the workshop we will analyse the constituent elements of a travel reportage (from the subjects to the context, from the movement to the details), and we will also explore the surrounding area on which each participant will create and develop a personal story. The emphasis will be on content and vision, not on technique.
After the presentation of the day of the arrival, the first full day will be dedicated to the lecture of the portfolios of each student and to a general introduction accompanied by the projection of some images. We will start talking about single pictures and complete stories, genius loci and construction of a style, cliché and personal point of view, invasiveness of the photographer and respect and determination in action. We will finish with a first approach to the territory, the beginning of the visual reading of the microcosm around.
The following two days will be dedicated to exercises and in-depth analysis of the principal elements of a story. One day will be dedicated entirely to the landscape (nature and architecture). The next day to the so-called “human factor” (people and everyday life).
In the last two whole days each student will develop a story through images, based on an idea identified progressively during the exercises and visits of the previous days. The final morning we will close the circle with the presentation and analysis of the complete works. Conscious that, together with Wole Soyinka, «I never feel I have arrived, though I come To journey’s end».
Antonio Politano is a photographer and journalist specialized in travel reportage. As freelance he contributes to several magazines and newspapers, in particular “La Repubblica”, “L’Espresso” and “National Geographic Italy”. He is the author of some publications, among which “Agenda del viaggio” (Travel Diary) and “I colori della luce” (The Colours of the Light, the places of Van Gogh, Gauguin, Monet). He is the editor of “Sguardi” (Looks), a photography and travel online magazine. He has exhibited, in solo and group exhibitions, in Italy and abroad. He is the curator of the programme of the Festival della Letteratura di Viaggio (Festival of Travel Writing). He lives in Rome.
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Tuscany 2010 – Sant’Anna in Camprena, 18-24 Luglio
A volte, viaggio e fotografia sono nemici perché l’urgenza di catturare immagini può sopraffare il piacere del viaggio. Ma fotografia e viaggio – due forme di ricerca ed espressione di sé – possono coesistere e correre in parallelo, se ci si dà il tempo di osservare prima di scattare. Il viaggio può favorire l’espressione fotografica perché moltiplica l’intensità, espone all’insolito.
All’inizio si va a caccia dello spirito del luogo, ciò che rende speciale i territori attraversati e le culture accostate. Poi si individuano fili rossi, si prende coscienza che l’importante non è collezionare singole foto, ma sviluppare una narrazione per immagini, una successione organizzata di istanti. Raccontare storie, non destinazioni. Anche di cose già viste e narrate. A dare senso è lo sguardo, la sensibilità. Non necessariamente l’alterità, la distanza geografica o culturale (anche se possono aiutare), ma la propria interpretazione e capacità espressiva, quel mix di informazione e descrizione, da una parte, e suggestione ed emozione, dall’altra, fermato nella sequenza degli scatti.
Nei giorni del workshop si analizzeranno gli elementi costitutivi di un reportage di viaggio (dai soggetti al contesto, dal movimento ai dettagli), e si esplorerà anche il territorio circostante sul quale ogni partecipante creerà e svilupperà un racconto personale. L’enfasi sarà su sguardo e contenuti, non sulla tecnica.
Dopo la presa di contatto del giorno di arrivo, la prima giornata intera sarà dedicata alla visione dei portfolio di ciascun studente e a un’introduzione generale, accompagnata dalla proiezione di alcune immagini. Si inizierà a ragionare di singole immagini e storie articolate, di genius loci e costruzione di uno stile, di cliché e punto di vista personale, di invasività del fotografare e rispetto e determinazione nell’azione. E si terminerà con un primo approccio al territorio, l’inizio della lettura visiva del microcosmo attorno.
I due giorni successivi saranno dedicati a esercitazioni e approfondimenti sugli elementi principali di un reportage. Un giorno sarà dedicato per intero al paesaggio (natura e architettura). L’altro al cosiddetto fattore umano (gente e vita quotidiana).
Negli ultimi due giorni interi ogni studente si dedicherà allo sviluppo di una storia per immagini, sulla base di un’idea individuata progressivamente nel corso degli esercizi e dei sopralluoghi dei giorni precedenti. La mattina finale si chiuderà il cerchio, con la presentazione e analisi dei lavori compiuti. Coscienti che, con Wole Soyinka, «mai sento di essere arrivato, anche se giungo alla fine del viaggio».
Antonio Politano, fotografo e giornalista, è specializzato in reportage di viaggio. Da freelance collabora con diverse testate, in particolare con “La Repubblica”, “L’Espresso” e “National Geographic Italia”. È autore di alcune pubblicazioni, tra cui “Agenda del viaggio” e “I colori della luce. I luoghi di Van Gogh, Gauguin, Monet”. Dirige “Sguardi”, rivista online di fotografia e viaggio. Ha esposto, in collettive e personali, in Italia e all’estero. Cura il programma del Festival della Letteratura di Viaggio. Vive a Roma.






