TESTO IN ITALIANO

Philippe Pache
Mystery of Photography, To Write with Light

"Puisque tous ces mystères nous dépassent, feignons d'en être les organisateurs"
Jean Cocteau

Although this sentence does not deal with photography, to me it sums up the magic of photography itself. Photography partly restores reality and the resulting picture refers to the mystery of all surrounding things. Through photography, nothing in itself is created, but in choosing a frame, an instant, a light, we speak of a fragment of truth, which is also meaningful simply because it was chosen. The elation of photography dwells in a humble sharing of live emotions, crystallised and shaped to be shared with other people.

Photography means: to write with light. What is however far more essential is that each of us can write a part of our lives and emotions, whatever our technical ability might be. A picture is always a lie by omission since we choose only part of what we see, which is yet always but the truth since we show what moves us.

« Je fais des photos pour calmer ma souffrance d’être émerveillé »[2], once said Jacques-Henri Lartigue. Is that not a bright definition for what urges us all to capture instants, landscapes, faces? It matters little that one be professional or amateur. If we are keen on taking pictures, we are always learners because we are in love. Light is the brush that allows us to express our emotions facing the subject we are photographing. It does not simply enhance the outlines, it is the accomplice of our feelings.

Natural light is the richest and the finest, for it surrounds us each and every day, and no studio will ever match the depth of that light. There is no specific technique to use natural light. One must simply learn to see it, to tame it: « la lumière naturelle est changeante et capricieuse »,[3] would declaim a teacher at the photography school in Vevey. Only then can we restore the emotions we feel facing the subject we are photographing.

Light in Tuscany is a genuine gift to photography, a true source of bliss.

What is most important in photography is not the subject, but the eye that comes to rest on it. When I am moved by a picture, it is by the emotion the person who grasped that moment is sharing with me. The most important quest in photography is to go beyond the subject, beyond beauty, to speak of oneself, of the way life touches us.

[1] "Since all those things transcend us, let us pretend we conceived them."
[2] "I take pictures to calm my suffering from being filled with wonder".
[3] "natural light is changeable and capricious".

Message for students

This workshop is open to all levels, even to beginners in photography.

Throughout the week my aim is to share the gifts light has to offer us and to delve into the magical lights of Tuscany.

This workshop is not a usual workshop on nude studies, the way we most often imagine it. Models will be posing naked, but I want to invite you to see the faces, the bodies, the landscapes, all the things surrounding you, as a possible reflection of your personality to expose through photography.

I shall ask you to bring a portfolio of your favourite pictures, the ones you feel like showing, the ones you believe are the closest to you, rather than the ones you consider as technically accomplished. Please do not chose more than a dozen photographs. It is important to select. A key aspect of photography is precisely to know how to point out what is most expressive.

Important: I will ask you to bring a picture you are particularly keen on, a picture you did not take yourself, but a picture you admire. It is of no importance whether it was taken by a great photographer or anonymously. I will ask you to explain what moves you in the picture and try to understand the technique serving the emotion that made you choose the photograph. This exercise, this moment shared, is an excellent introduction to the seven-day workshop.

To come with desire is the sole motive this workshop requires. Desire to take pictures, desire to share emotions, desire to experience beautiful moments. Talent is desire.


  • Philippe Pache was born 1961 in Lausanne, Switzerland
  • Education 1978-1982 School of Applied Arts of Vevey, Switzerland
  • Free-lance photographer since 1982
  • Since 1982, many solo and group exhibitions in Institutions and Museums like Houston Center for Photography, Houston Museum
  • of Fine Arts, Tokyo Metropolitan Museum of photography, Bibliothèque Nationale of Paris, Rencontres Internationales de la Photographie, Arles, France, Taiwan Museum of Fine Arts, Oriental Gallery, Peking, Cina…
  • Many solo exhibitions in galleries like Camera Obscura, Paris, Galerie Municipale du Chateau d'Eau, Toulouse, France, Galerie Bodo Niemann, Berlin, Germany, The Photographers' Gallery, London, FotoGaleria Teatro San Martin, Buenos Aires, Argentina, Photo Gallery International, Tokyo, Japan, Blue Sky Gallery, Portland Oregon…
  • Works is in many private and public collections like Bibliotèque Nationale, Paris. Muséè de l'Eliséee, Lausanne. Tokyo Metropolitan Museum of Photography, Tokyo. Museum of Fine Art, Houston. Museet for Fotokunst, Odense, Denmark. Galerie Municipale du Chateau d'Eau, Toulouse, France, Museum of Fine Arts, Buenos Aires.
  • Represented by Galerie Camera Obscura, Paris. Photo Gallery International, Tokyo. Paul Kopeikin Gallery, Los Angeles. The Photographers' Gallery, London. Galerie Bodo Niemann, Berlin, Germany. Krisal Galerie, Geneva.
  • Professional works also for magazines and advertising and photographer for the ballet, for Bejart Ballet Lausanne (1992 - 2001) and for the Prix de Lausanne (internationa contest dor young dancers) as official photographer since 1993.

  • www.philippepache.com


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"Puisque tous ces mystères nous dépassent, feignons d'en être les organisateurs" Jean Cocteau

Quando tutti questi misteri ci oltrepassano, potremmo fingere di essere organizzatori, scrisse Jean Cocteau. E’ una frase splendida per descrivere il mistero della Fotografia.
Se una fotografia è scattata inizialmente per mostrare o rivelare qualcosa, per me è molto più interessante quando suggerisce qualcosa, un sentimento che è difficile descrivere a parole. La fotografia è più un’arte della percezione che un’arte della creazione.
Come fate a mostrare o rivelare qualcosa che vi emoziona attraverso la fotografia? Come si può non descrivere soltanto il soggetto, ma anche l’emozione che provate di fronte al soggetto stesso? Quando sono emozionato da una fotografia, è sempre attraverso il sentimento, l’emozione “dell’autore” di questa immagine. Per far sì che il ritratto sia una bella fotografia, un vero ritratto, l’immagine deve contenere sia la personalità della modella che del fotografo.
Un bellissimo ritratto è un incontro tra tre persone: la modella, il fotografo e lo spettatore. La Fotografia è scrivere con la luce. Questo è ovvio...
La luce non è soltanto il mezzo per imprimere le immagini sui vostri negativi (o memory card per il digitale), la luce è anche vostra complice per esprimere le emozioni sul soggetto dal quale siete attirati, e condividerle con la gente che guarderà le vostre fotografie. La luce è la vostra migliore amica per rendere al meglio i vostri sentimenti.
Qualsiasi fonte di luce possiede potenziale per creare “una buona fotografia”. Il sole, o una semplice lampadina sospesa nel soffitto, potrebbe prestarvi una splendida luce per un ritratto, un nudo, o qualsiasi altra cosa. La fotografia è principalmente arte di contemplazione. Siamo fotografi perché abbiamo bisogno condividere le nostre emozioni. La tecnica è solo secondaria, ma è necessaria se vogliamo esprimere i nostri sentimenti nel miglior modo possibile.
Molti fotografi sono grandi fotografi senza essere grandi tecnici. Conoscono perfettamente la tecnica che utilizzano per la loro espressione. La tecnica è lo strumento, ma la musica che desidearate esprimere è più importante.

Lettera agli studenti: la vostra emozione è più importante del soggetto.
Prima di tutto devo dirvi che in Toscana troverete una luce davvero bella e sarà il posto migliore per migliorare il modo di lavorare essenzialmente con luce naturale, sia in esterni che nelle case. Vi aiuterò a capire che la luce più bella non è quella professionale da studio, ma quella che vi circonda, ovunque.
Il modo di utilizzare la luce nella fotografia non è attraverso gli strumenti di illuminazione, ma semplicemente guardando la luce e pensando al risultato delle vostre fotografie.
Durante la settimana in Toscana, parleremo molto del mistero della fotografia, il paradosso di registrare la realtà con una macchina fotografica, ma allo stesso tempo catturare un certo mistero intangibile, un suggerimento di qualcosa non visto che rende una fotografia interessante.
Cose’è una bella fotografia?
Per me, è qualcosa che si nasconde, che esita, qualcosa che non si può descrivere, ma qualcosa come una scossa che ti tocca. Una bella fotografia è sempre un piccolo miracolo. Dobbiamo imparare a perfezionare la nostra tecnica per poter essere in grado di catturare questi piccoli miracoli che ci rappresentano.
Durante questa settimana mi piacerebbe lasciare alle spalle le competizioni con gli altri e con voi stessi. Mi piacerebbe che ognuno di voi fosse se stesso, ciò che sentite, ciò che volete esprimere attraverso la fotografia. Non ha senso creare una “bella immagine” se il vostro cuore non vi trova dentro.
Vorrei che ognuno di voi arrivasse alla fine della settimana con una immagine (o anche più di una) che davvero riesca a dimostrare questo sentimento per voi. Un’immagine che dica: “Questo sono io. Faccio completamente parte di questa immagine”.
Vorrei che ognuno di voi portasse, oltre al vostro portolfio, due o tre immagini che vi piacciono molto (non le vostre!). Potrebbero essere di un fotografo famoso o una foto su una rivista o qualsiasi immagine anonima, come ad esempio una vecchia cartolina. La mia idea è di chiedervi perché vi piacciono queste immagini e di spiegarmi come sono state scattate, e come e perché la tecnica utilizzata in ogni immagine vi regala una particolare emozione. Vi prego di scegliere una foto nella quale la luce è particolarmente importante.
Lo scopo principale di questo workshop è quello di tornare a casa con una conoscenza migliore della luce e tutte i modi di utilizzarla per esprimere ciò che vogliamo in una fotografia. Oltre alla luce, vorrei che diventaste più consapevoli del risultato finale di una fotografia ancor prima di crearla. Per me il modo migliore per esprimere noi stessi attraverso la fotografia è spesso mostrando meno, evitando cose che non hanno importanza in un’immagine e che potrebbe distrarre i nostri occhi. Lavoreremo con modelle, ma non sarà un tipico corso di nudo. Voglio più che nudi formali, qualcosa in più di un bel corpo con della bella luce. Mi piacerebbe che voi faceste anche dei ritratti: il viso è la parte più misteriosa del corpo, ma potreste semplicemente fare foto di atmosfera, sempre con lo scopo di esprimere l’emozione che vi piacerebbe rendere nell’immagine con l’utilizzo della luce. Vi chiederò anche di fare degli auto-ritratti per esprimere: “Io in Toscana”. Un modo per esprimere i vostri sentimenti durante la settimana in questa regione, lontani dalla vostra vita di tutti i giorni. Scattare auto-ritratti è un modo per spingervi a esprimere voi stessi sinceramente.

Philippe Pache è nato a Lausanne, Svizzera nel 1961. Tra il 1978 e il 1982 frequenta la School of Applied Arts di Vevey in Svizzera. E’ fotografo freelance dal 1982.
Dal 1982 espone il suo lavoro in molte mostre personali e collettive presso musei e istituzioni come il centro di Houston per la Fotografia il Museum of Fine Arts di Houston, il Tokyo Metropolitan Museusm di Fotografia, la Bibliothèque Nationale di Parigi, i Rencontres Internationales de la Photographie ad Arles, il Taiwan Museum of Fine Arts, l’Oriental Gallery di Peking in Cina...
Alcune delle sue mostre personali sono state esposte presso gallerie come Camera Obscura a Parigi, la Galerie Municipale du Chateau d’Eau a Toulouse, la Galerie Bodo Niemann di Berlino, The photographer’s Gallery di Londra, la FotoGaleria Teatro San Martin di Buenos Aires, la Photo Gallery International di Tokyo, la Blue Sky Gallery di Portland, Oregon ed altre ancora.
Il lavoro di Philippe Pache si trova in molte collezioni pubbliche e private come la Bibiolthèque National di Parigi, Il Muséè de l’Eliséee di Lausanne, etc.
Pache ha inoltre lavorato per riviste e campangne pubblicitarie, oltre che essere stato fotografo per il corpo di ballo del Bejart Ballet Lausabbe (1992-2001); e fotografo ufficiale per il Prix de Lausanne (gara internazionale per giovani ballerini) dal 1993.

www.philippepache.com