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La parola fotografia può assumere diversi significati a seconda del tempo, della situazione sociale, dal pubblico e specialmente da chi è dietro la macchina fotografica.
Credo che l’unico approccio alla propria realtà sia di illuminarla attraverso se stessi in modo che, qualunque sia il soggetto delle proprie foto, deve avvicinarsi il più possibile ad un autoritratto. Questo approccio non è sempre indolore e senza rischi, ma è totalmente stimolante. E voglio che vi divertiate e siate a vostro agio, ricercando non solo la Foto Perfetta, ma quella che sia onesta e riveli voi stessi. Voglio che catturiate le cose ed entriate in nuove stanze della vostra personalità che mostrino come voi vedete queste cose.
Durante questo workshop ho il semplice desiderio che vi avviciniate a voi stessi - nudi e vulnerabili - quando incontrate gli altri, e che vi lasciate sorprendere dall’inaspettato.
Lavoreremo ogni giorno su dei progetti, ma vorrei vedere subito i vostri portaolio, e naturalmente vi mostrerò il mio lavoro. Sarà una settimana di fotografia personale. Preparatevi e rilassatevi.
“Anders Petersen è una figura centrale nel mondo della fotografia svedese dalla fine degli anni 60. Nessun altro ha avuto un impatto così forte sulla generazione successiva.. Tuttavia, non dà l’impressione paterna. Sembra l’eterno ragazzo, che viaggia in paese delle meraviglie alieno con i suoi incontri amorosi segreti e struggenti conflitti da adulto. Le sue fotografie del mondo sembrano fatte in uno stato di continuo stupore. “E’ quello che sembra” pare mormorare mentre punta la macchina fotografica agli amanti notturni e alla gente della strada – o ai detenuti di una prigione svedese e ai frequentatori di un bar di Amburgo.
Le sue foto sono intime, tuttavia non mostrando dettagli spiacevoli. Delle persone coinvolte. Le foto sono fatte con il permesso del soggetto e con un occhio distaccato. Nel mondo di Anders Petersen, tutto rimane incomprensibile e strano, e tuttavia indecentemente seducente.
Uno dei segreti della sua fotografia è che mostra una possibile via di fuga, un movimento alternativo attraverso la città, che può portare ad una storia differente. Lo sguardo di una donna all’obbiettivo diventa un incerto invito, spesso del tipo proibito…”
Peter Alton, crico svedese.
Il primo libro di Peter Andersen, Café Lehimitz, che rappresenta la vita di un Bar di Amburgo, fu pubblicato in Germania nel 1978. Da allora ha pubblicato altri 22 libri
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